Sanità: prima di parlare, bisogna conoscere!
"Adesso è tutto chiaro: Enrico Bullian non è solo un oncologo, ma anche un cardiologo ed epidemiologo" risponde così l'assessore alla Sanità di Monfalcone, Stefano Vita , con fermezza alle dichiarazioni di Bullian.
Per assumere decisioni importanti, la politica dovrebbe basarsi su dati scientifici espressi da chi ha le competenze per farlo. - continua Vita - Lui, invece, plaude entusiasta a un pianoforte oncologico che priverebbe l'Isontino della possibilità di curare il tumore vescicale e il tumore del retto, senza minimamente ascoltare le opinioni di coloro che conoscono questa attività perché la praticano quotidianamente."
Il reparto urologico di Gorizia è quello che opera più tumori vescicali di tutta la regione. In tutto il mondo, le unità di chirurgia che lavorano il colon promuove anche il retto. Il piano oncologico prevede che questi interventi nell'Isontino non si possano più fare, solo per una scelta politica. Questo è il preludio a un ridimensionamento dei nostri ospedali: rimuovere lentamente la chirurgia maggiore significa, oltretutto, demotivare il personale e rendere i nostri ospedali poco attrattivi, in un'epoca che già vede una fortissima carenza di medici. Inoltre, fa passare il messaggio che i malati non sono curati adeguatamente, quando invece i dati sugli esiti dimostrano che le cure sono perfettamente equivalenti, se non migliori, rispetto agli ospedali cosiddetti hub.
L'assessore Vita continua il suo intervento spiegando che "Gli ospedali più piccoli come quello di Monfalcone, che poi tanto piccolo non è, sostengono la stragrande maggioranza degli interventi necessari, lasciando a quelli più grandi solo le patologie più complesse, come già oggi viene fatto con grande senso di responsabilità dai chirurghi isontini. Se tutta l'attività oncologica fosse concentrata a Trieste Cattinara, l'ospedale non sarebbe in grado di gestire le liste d'attesa, che, nonostante stanno migliorando, sono comunque più lunghe di quelle dell'Isontino. Figuriamoci se vi fosse sommata anche la nostra patologia. Sappiamo benissimo che il territorio monfalconese è, per varie ragioni, più complesso e non abbiamo bisogno delle lezioni di Bullian. E non si tratta solo dell'intervento, come qualcuno potrebbe sostenere, perché chiunque faccia il mio mestiere sa benissimo che il paziente è costretto a fare tutti gli esami ei controlli presso il centro che l'ha operato. Io ho esperienza diretta, purtroppo, di cosa significativa portare un malato oncologico tre volte alla settimana a Trieste, e avevo i mezzi economici e le energie per farlo. Figuriamoci chi non li ha. Altro che essere vicini alla gente.”
Interviene a supporto del collega Vita, il candidato sindaco di centrodestra Luca Fasan affermando: "Per quanto riguarda l'UTIC, Bullian si risponde da solo: fa analisi mediche ed epidemiologiche, quindi chiediamomo che faccia parte della commissione di studio. Non è vero che Vita non difende l'UTIC. Vita difende il buon senso, la scienza e la logica. E se queste saranno dalla parte dell'UTIC a Monfalcone, così sarà. Non è nemmeno escluso che alla fine la terapia intensiva resti in entrambi gli ospedali."
A concludere il suo intervento, Fasan risponde: "I campanilismi in sanità, caro Bullian, hanno fatto molto male a questo territorio. Capisco che tu sia giovane e non abbia vissuto quel periodo, ma puoi sempre informarti e studiare."